Category Archives: – ideologia

Non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere

Arthur González

Lo scorso 28 settembre 2024, uno di quei siti web che divulgano notizie su Cuba, manipolate e con titoli studiati per attrarre i lettori, ha pubblicato presunte dichiarazioni di un cubano che ha detto: “Non credo nel concentrato di sciroppo ideologico imposto da 65 anni a Cuba”.

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La verità nascosta sulla crisi cubana e sulla sua copertura mediatica

Esplora la crisi a Cuba e come la narrativa mediatica distorce la realtà, ignorando l’impatto del blocco USA sulla vita dei cubani.

Ángel González

Negli ultimi mesi, la crisi a Cuba è stata oggetto di intensa analisi da parte di vari media, specialmente quelli con sede negli USA. Tuttavia, analizzando la situazione attuale dell’isola, è evidente che molti di questi articoli mancano di una prospettiva obiettiva e completa. Invece di offrire una visione equilibrata, questi media tendono ad amplificare le difficoltà che affrontano i cubani, omettendo il contesto cruciale del blocco economico imposto dagli USA da oltre 60 anni.

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Processi fascistizzanti contro il ciclo progressista in America Latina

di Paula Klachko

Fa parte delle conoscenze accumulate dalle scienze sociali il fatto che il fascismo sia stato una specifica forma concreta o storica specifica di stato capitalista di eccezione. Questo fu forgiato da borghesie monopolistiche arrivate in ritardo alla spartizione del mondo nella fase critica della decomposizione dell’imperialismo classico, che, insieme alla minaccia posta dalla crescente mobilitazione politica del proletariato, trovarono in questa forma autoritaria di riorganizzazione statale un modo per risolvere la loro crisi egemonica.

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L’afrodestra non è, né può essere, una proposta emancipatrice

Rolando Julio Rensoli

Ogni essere umano ha il diritto di posizionarsi politicamente a sinistra, a destra o al centro, indipendentemente dalla sua classe, gruppo o strato sociale, sesso o identità di genere, orientamento sessuale, gruppo etnico, colore della pelle, nazionalità, credo religioso o ateismo, insomma… nulla importa delle sue origini per avere una posizione politica, perché la logica —secondo Marx— è dialettica e non pragmatica. Se fosse pragmatica, tutti gli operai e i contadini dovrebbero stare inevitabilmente a sinistra e i borghesi a destra, e allora Fidel Castro non avrebbe guidato la Rivoluzione Cubana data la sua origine borghese-latifondista, né Carlos Manuel de Céspedes avrebbe chiamato cittadini i suoi schiavi che liberò.

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Neofascismi nella regione latinoamericana

il territorio virtuale come ambito di costruzione del potere

Paula Giménez e Matías Caciabue*

Negli ultimi anni, siamo stati testimoni di una preoccupante alleanza tra progetti politici autoritari e ciò che possiamo definire una nuova aristocrazia finanziaria e tecnologica. Questa collaborazione si inquadra in una ridefinizione delle dinamiche del potere mondiale, che approfondisce una logica di violenza simbolica e cognitiva, minacciando persino la sovranità delle nostre democrazie.

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A Cuba non c’è blocco! Come si può dire una simile sciocchezza?

Marcelo Colussi – Insurgente

Recentemente il noto giornalista franco-spagnolo Ignacio Ramonet, legato a Le Monde Diplomatique in spagnolo, ha diffuso la seguente LETTERA APERTA DI IGNACIO RAMONET AL PRESIDENTE JOE BIDEN: “Togliete Cuba dalla lista dei paesi che patrocinano il terrorismo!”, invitando altre persone a sottoscriverla.

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I media nei sistemi capitalistici e socialisti: un’analisi comparata

I media svolgono un ruolo cruciale nel formare l’opinione pubblica e nel costruire la realtà sociale. Tuttavia, il loro funzionamento e i loro obiettivi possono variare in modo significativo a seconda dei sistemi politici ed economici. Questo articolo esplora le dinamiche dei media in contesti capitalistici e socialisti, analizzando i loro punti di forza e di debolezza e le sfide che devono affrontare.

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I coraggiosi e i codardi

 La Jiribilla

L’organizzazione degli artisti e scrittori cubani non permetterà che, fomentando la divisione, altri «ricodifichino i simboli e ci rubino le parole, travestendosi da rivoluzionari per consegnare il paese».

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È la classe, stupido!

Atilio Borón

In Argentina, “la casta” è diventata la chiave interpretativa a cui ricorrono sia i politici che i commentatori per spiegare la turbolenta congiuntura che sta attraversando la vita nazionale. La vittoria elettorale di una coalizione neofascista, presieduta da un prodotto da laboratorio fabbricato per captare il malessere sociale dominante, ha installato “la casta” come la sintesi di tutti i mali che affliggevano il paese.

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Congresso Mondiale contro il Fascismo e Neofascismo

Durante il Congresso Mondiale contro il Fascismo, Neofascismo e Altre Espressioni Simili, tenutosi a Caracas, il presidente dell’Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez, ha dichiarato che “Venezuela è l’epicentro della lotta contro il fascismo mondiale”.

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Salvador Allende, se fosse stato…

Marcos Roitman Rosenmann

Sempre a settembre, mese del colpo di Stato in Cile, ci troviamo con gli adoratori della post-verità intonando il loro mea culpa. Il loro metodo di analisi è reinterpretare i fatti sotto un “come se”. In questo modo, l’instaurazione della dittatura civile-militare, il bombardamento de La Moneda, l’assassinio, la persecuzione politica, la tortura, i detenuti scomparsi, possono essere visti al di fuori della storia, facendo tabula rasa della struttura di classe, della situazione di dipendenza economico-politica e delle relazioni internazionali. Al loro posto, presentano un racconto di fanta-politica. Tutto il peso dell’argomentazione si concentra nel confrontare ciò che avrebbe potuto essere e non è stato.

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Il Venezuela è una democrazia sovrana con libera determinazione

La sinistra di ieri, oggi, sono i progressismi intrappolati dalla CIA, dall’ingerenza yankee e da una socialdemocrazia che trasuda odio per la Rivoluzione Bolivariana del Venezuela.

L’egemonia USA ed i suoi alleati nella regione dell’America Latina e dei Caraibi attaccano con totale aggressività, senza rispettare la carta fondatrice delle Nazioni Unite, il diritto internazionale e la sovranità.

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Democrazy

Carola Chávez

“Ci stiamo giocando l’esistenza della Patria” – furono le parole di Jorge Rodríguez durante un dibattito all’Assemblea Nazionale sulle allora imminenti elezioni presidenziali del 2024. Le sue parole mi scossero, e nella mia testa riaffiorò tutto ciò che mi stavo chiedendo riguardo al sistema democratico a cui siamo legati. Che tipo di democrazia è quella che può mettere in gioco l’esistenza della Patria? A chi serve?

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I becchini della memoria e la “simmetria anti-totalitaria”

Geraldina Colotti

“Fascisti, carogne, tornate nelle fogne”, si è gridato per molti anni nelle piazze italiane. “Crs, SS”, scandivano i giovani manifestanti francesi, per denunciare i metodi brutali della polizia (la Compagnies Républicaines de Sécurité – CRS-), paragonata alle SS naziste. E tanti altri erano gli slogan che, sempre in Italia, ricordavano ai fascisti che il loro destino era quello di finire a testa in giù: come Mussolini, ucciso e appeso in questo modo a Piazzale Loreto, a Milano. Per non parlare, poi, degli slogan di sostegno alla resistenza palestinese, che oggi sarebbero bollati come “antisemiti”. E così pure erano consuete le minacce profferite in piazza contro i padroni e la borghesia, con tanto di riferimenti espliciti alla violenza rivoluzionaria e alla “vendetta del proletariato”, e di bare che ne indicavano la destinazione finale.

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“Ognuno faccia la sua parte di dovere, e nessuno potrà sconfiggerci”. J.Martì

Chi crede che la politica USA sia decisa da chi ricopre la carica più alta della nazione si sbaglia. No, non sono Joe Biden o Donald Trump, così come non lo erano Billy Clinton o George Bush.

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