Gli stessi governi che, qualche tempo fa, nominarono presidente del Venezuela un tipo salito su uno sgabello per strada, chiedono che i verbali di tutti i seggi elettorali per investire, loro, il nuovo presidente venezuelano. Logicamente mi sto riferendo agli USA e ai suoi omologhi paesi europei, Spagna inclusa. Non si sono resi conto che, mentre aspettano, Cina, Russia, Iran, Siria, Bolivia e altri paesi in America, Asia e Africa riconoscono e si congratulano con Nicolás Maduro come vincitore.
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Dov’è la libertà?
Una breve storia Il giornalista spagnolo Pascual Serrano è uno dei giornalisti che è stato espulso dai media di comunicazione di proprietà privata, nel suo paese, per la sua posizione sulla guerra in Ucraina. È accusato di “posizioni filo-russe”. Cosa stranissima: quei media non statali, e quindi “liberi”, che hanno espulso Pascual, sono d’accordo sul conflitto russo-ucraino con il governo spagnolo, quello USA e l’Unione Europa.
Rajoy ci salverà dalle “fake new (notizie false)”
Pascual Serrano http://www.cubadebate.cu
La Fondazione dello Spagnolo Urgente, ha proposto tra i candidati ad essere la parola dell’anno 2017 il termine “notizie false”. Questa fondazione elegge, da cinque anni, tra i termini a cui dedica le sue quotidiane raccomandazioni, la parola più significativa dell’esercizio per essere particolarmente dubbia o di grande interesse informativo. La prima è stata, nel 2013, “escrache (forma di protesta)”, seguita da “selfi” (2014), “rifugiato” (2015) e “populismo” (2016).
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L’impegno degli intellettuali nel XXI secolo
Pascual Serrano https://lapupilainsomne.wordpress.com
Intervento nell’ 80 Anniversario del II Congresso degli Scrittori in Difesa della Cultura (celebrato a Valenza, Barcellona, Madrid e Parigi nel 1937 ndt). L’Avana, 10 e 11 luglio 2017
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L’ultima prigioniera della guerra fredda
Pascual Serrano https://lapupilainsomne.wordpress.com
Durante il suo tour per la Spagna, lo scorso aprile, il cantautore cubano Silvio Rodriguez sorprendeva il suo pubblico dedicando una canzone e chiedendo la libertà per una donna di nome Ana Belen Montes. Chi c’è dietro quel nome che per la prima volta sentivano gli spettatori?
Cuba nella batteria delle menzogne guerrafondaie
Morales Aguilera Norelys http://islamiacu.blogspot.it
Come se fosse il pane quotidiano, i conglomerati mediatici del capitale transnazionale, mostrano il loro coinvolgimento criminale nella promozione dell’odio, con preconcetti informativi, distorsioni e silenzi, xenofobia e razzismo e persino il culto della guerra e delle armi, qualcosa che, tra le molti fonti, può essere corroborato nel libro di Pascual Serrano, “Media violenti. Parole e immagini per l’odio e la guerra”, pubblicato nel 2008. [1]
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