Nel sacro altare del cimitero patrimoniale Santa Ifigenia, di Santiago di Cuba, sotto il caldo sole che esalta i suoi monumenti funerari scortati da giovani con uniformi verde ulivo e da palme reali, si è svolto l’omaggio con le offerte di fiori che esprimono la gratitudine di milioni di figli degni per i padri fondatori della nazione
Eduardo Palomares
Santiago de Cuba — Belle corone di fiori dedicate dal Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e da Díaz-Canel, Presidente della Repubblica di Cuba al Comandante in Capo Fidel Castro Ruz nel Giorno dei Padri, sono state poste davanti alla roccia monumento che custodisce le sue ceneri, ed hanno condiviso il sentimento di un popolo che in questi giorni di dura lotta innalza il legato del eterno padre di una vittoria sicura.
Lázaro Expósito Canto e Beatriz Johnson Urrutia, membri del Comitato Centrale del Partito e massime autorità del Consiglio di Difesa Provinciale, hanno realizzato l’onorato impegno, in una mattina in cui, uniti nelle lotte per la Patria libera di oggi, di rendere omaggio a nome del popolo di Cuba esteso all’iniziatore Carlos Manuel de Céspedes e all’Apostolo José Martí.
Nel sacro altare del cimitero patrimoniale Santa Ifigenia, di questa città, sotto il caldo sole che esalta i suoi monumenti funerari, scortati da giovani con uniformi verde olivo e da palme reali, si è svolto l’omaggio con i fiori che dicono la gratitudine di milioni di figli degni per i padri fondatori della nazione.
Era presente il sentimento del Presidente Miguel Díaz-Canel che ha felicitato i padri cubani e ha scritto nel suo account in Twitter: «In una nazione di padri degni che hanno vinto due imperi , la paternità inorgoglisce».
In un altro messaggio in questa rete sociale, indirizzato ai professionisti cubani che appoggiano la lotta contro la COVID-19 in 20 paesi, il mandatario ha precisato : «Il primo saluto nella domenica dei padri, è per i medici e gli infermieri della brigata “Henry Reeve”, che si sono allontanati dall’abbraccio dei loro figli per “dare un bacio al mondo” là dove si soffre di più».