La trave e l’occhio: la legge venezuelana sulle ONG è dittatoriale?

Una visione comparata della regolamentazione delle ONG

misionverdad.com

La Legge per il Controllo, Regolamentazione, Azione e Finanziamento delle Organizzazioni Non Governative e Organizzazioni Sociali Senza Scopo di Lucro è stata approvata dall’Assemblea Nazionale. Questa normativa regolerà il funzionamento delle organizzazioni non governative (ONG), il che ha suscitato dibattiti e controversie nella società venezuelana.

Per avere una qualche approssimazione delle dimensioni del finanziamento ricevuto da alcune ONG solo in un ambito specifico, come quello dell’”aiuto umanitario”, Statista offre alcuni dati.

Secondo questo portale, i tre maggiori donatori in quest’area a livello mondiale, nel 2023 (in milioni di $), sono stati gli USA con 9489 milioni di $, seguiti dalla Commissione Europea con 2114 milioni, e al terzo posto la Germania, con 2008 milioni. Questo sarebbe il top 10 dei paesi con maggiori esborsi:

Secondo quanto mostra il grafico, il flusso di finanziamento proviene esclusivamente dal Nord Globale, il che di fatto condiziona l’agenda delle ONG beneficiarie che, inevitabilmente, devono allinearsi con gli interessi geopolitici e geoeconomici dei donatori.

Gli USA, che sono di gran lunga il primo finanziatore, hanno concesso una somma in donazioni maggiore di quanto rappresenterebbe il PIL annuale combinato di Belize e Suriname nel 2023. Nonostante abbiano un numero significativo di destinatari, le ONG con sede in Ucraina, Israele ed Egitto sono in testa alla lista.

Per valutare la portata delle regolamentazioni adottate dal legislatore venezuelano in questa materia, confrontiamo questa legislazione con le norme vigenti nei primi tre paesi che dicono di difendere la libertà di associazione al di fuori dei loro confini, ma che la restringono rigorosamente nel proprio territorio.

Stati Uniti

La Legge sul Registro degli Agenti Stranieri (FARA) degli USA, approvata nel 1938 come risposta all’infiltrazione di spionaggio e propaganda nazista attraverso organizzazioni e mezzi di comunicazione, ha segnato una pietra miliare diventando la prima normativa a livello mondiale destinata a regolare le attività di quelle che sarebbero diventate le ONG di oggi.

La legge FARA non regola solo coloro che rappresentano governi stranieri, ma anche qualsiasi individuo o ente che agisca per conto di interessi esteri, incluse organizzazioni senza scopo di lucro. Questa legge copre qualsiasi tentativo di influenzare l’opinione pubblica USA su temi nazionali o internazionali.

È importante sottolineare che la legge FARA non opera in modo indipendente. Al contrario, si integra e si rafforza con la Legge Federale sulle Campagne Elettorali. Insieme stabiliscono un quadro normativo dettagliato che vieta, almeno formalmente, qualsiasi tipo di finanziamento straniero ai partiti politici USA.

Con una narrativa che propone la difesa degli USA dall’influenza esercitata da altri paesi sulla sua dinamica politica, attraverso, ad esempio, la disinformazione e il tentativo di influenzare le elezioni, l’applicazione della legge FARA è diventata un’arma per stigmatizzare e criminalizzare le posizioni che contestano il racconto ufficiale.

Così, dopo le elezioni presidenziali del 2016, e a seguito degli scandali sulla presunta “manipolazione russa”, la FARA ha criminalizzato le attività che persone e organizzazioni associate a paesi “ostili” agli USA sviluppavano all’interno dei suoi confini nazionali.

Con particolare accento alle operazioni di Russia Today e ampliandosi alla criminalizzazione di Maria Butina, condannata per reati di spionaggio, per citare due esempi famosi.

Commissione Europea

Lo scorso 12 ottobre 2023, la Commissione Europea ha adottato un pacchetto di misure “a difesa della democrazia” in vista delle elezioni europee che si terranno nel 2024.

La scommessa principale è stata una proposta legislativa volta a migliorare la trasparenza e la responsabilità delle cosiddette “attività di rappresentanza degli interessi per conto di paesi terzi”, che mirano a influenzare le politiche pubbliche, il processo decisionale e i meccanismi per l’esercizio dei diritti civili e politici dei cittadini.

Si garantisce l’accesso pubblico ai bilanci finanziari delle organizzazioni, dettagliando i fondi ricevuti da paesi terzi, l’identità di questi finanziatori e gli obiettivi specifici di ogni progetto.

Secondo l’ONG European Civic Forum, questa direttiva influenzerebbe le operazioni di molte organizzazioni in vari paesi europei: “Ciò significa, ad esempio, che il finanziamento dell’USAID, che è un’ancora di salvezza per i gruppi civici che proteggono lo Stato di diritto e la democrazia nell’Europa dell’Est, sarà coperto da questa direttiva”.

Altre direttive adottate dalla Commissione Europea che limitano o regolano l’azione delle ONG nello spazio del vecchio continente si concentrano sul riciclaggio di denaro, per cui si regolerebbe l’accesso alle risorse finanziarie a queste organizzazioni.

La Direttiva dell’Unione Europea, e in particolare la Commissione, segue i passi della legge FARA USA nell’imporre restrizioni sempre più severe a determinate organizzazioni della società civile, esigendo una trasparenza selettiva che ne limita la propria capacità di operare e silenzia le loro richieste.

Come la FARA, questa direttiva criminalizza coloro che si discostano dalla narrativa dell'”ordine basato sulle regole” ed, in ultima analisi, dagli interessi del potere stabilito, inserendosi in una tendenza più ampia che cerca di restringere le libertà civili e politiche in Europa a proprio vantaggio, come è accaduto, recentemente, con l’arresto del CEO di Telegram, Pavel Durov, in Francia.

Germania

Il caso della Germania è particolare perché non dispone di una legislazione che affronti direttamente il tema delle ONG, la loro regolamentazione e quindi il controllo che lo Stato federale esercita su di esse, che avviene, invece, attraverso diverse norme come la Legge sulle Società, la Legge sulle Fondazioni o la Legge sul Registro dei Lobbisti.

Anche a livello costituzionale, l’articolo 9, paragrafo 2 della sua carta costituzionale stabilisce esplicitamente che “sono vietate le associazioni i cui scopi o attività sono contrari alla legge penale o si dirigano contro l’ordine costituzionale o contro l’idea di comprensione internazionale”.

La Legge sul Registro dei Lobbisti, ad esempio, garantisce la trasparenza richiedendo la registrazione e la pubblicazione delle fonti di finanziamento. In altre parole, si deve rivelare l’identità dei donatori se le donazioni ricevute superano i 10,,000 euro e sempre che i contributi rappresentino almeno il 10% delle donazioni annuali totali dell’organizzazione.

Quanto stabilito in questa legge è in linea con le iniziative che a livello dell’Unione Europea (UE) sono in corso con la cosiddetta Legge sugli Agenti Stranieri che abbiamo menzionato nella sezione precedente e che prevede di stabilire requisiti armonizzati, nel mercato interno, per la trasparenza della rappresentanza degli interessi effettuata per conto di paesi terzi.

Cresce la necessità che gli Stati regolino le ONG

Recentemente, è emersa in Messico una denuncia presentata dal presidente López Obrador, che collega un’ONG chiamata Mexicanos Contra la Corrupción y la Impunidad AC (MCCI) di aver ricevuto donazioni per un totale di 96740613 pesos – dal 29 agosto 2018 al 23 gennaio 2024 – dal governo USA.

Il capo dell’Unità di Intelligence Finanziaria, Pablo Gómez, responsabile dell’indagine svolta, ha affermato che le ONG come MCCI beneficiano di donazioni deducibili dalle tasse, ma non rendono pubbliche informazioni sulla destinazione di questi fondi, nonostante molte di esse si dedichino ad attività politiche.

Gómez ha sottolineato che i messicani “sono obbligati a chiedere il permesso al Congresso per fornire servizi a governi stranieri. Ricevere donazioni è o non è equivalente a fornire una certa classe di servizi o essere sotto la supervisione di governi stranieri? Una domanda a cui bisogna rispondere”.

Dal 2018, MCCI ha fatto del suo scopo principale attaccare il governo della Quarta Trasformazione e tutta la sua azione è stata diretta in quella direzione, compreso il suo finanziamento. Questa è stata la ragione per cui il presidente López Obrador ha inviato una lettera al presidente Joe Biden esponendo il caso e chiedendogli di cessare l’ingerenza attraverso questo tipo di azione.

In questo contesto, il presidente messicano ha dichiarato che prima della fine del suo mandato invierà una proposta di legge per regolare e limitare il finanziamento delle organizzazioni della società civile, per evitare quelli che ha definito “abusi” attraverso le donazioni che ricevono e la deduzione delle tasse.

Un problema per la stabilità democratica

L’opacità con cui operano le ONG, che va dalla lista dei donatori/finanziatori sino ai progetti di lavoro, non è una questione che preoccupa pochi Stati e governi nel mondo.

La loro regolamentazione si converte in una questione di sovranità nazionale quando iniziano a rispondere agli interessi e alle agende dello Stato o ente donatore che, come abbiamo visto nel grafico iniziale, sono geopoliticamente dipendenti dal Nord Globale e dai suoi obiettivi che quasi sempre coincidono con quelli USA.

Il recente progetto di legge approvato dal parlamento della Georgia, destinato a frenare l’ingerenza occidentale e a rendere trasparente il finanziamento delle ONG, ha scatenato furiose proteste antigovernative incoraggiate esplicitamente da Washington e Berlino. Attraverso queste organizzazioni è stata promossa l’integrazione della Georgia nell’Unione Europea, nella NATO e in altre strutture “euro-atlantiche” a scapito delle sue condizioni storiche e geografiche.

“La retorica delle ONG è un espediente per attaccare programmi pubblici integrati e istituzioni statali che forniscono servizi sociali. Le ONG si schierano dalla parte della ‘retorica anti-statale’ delle grandi aziende (una in nome della ‘società civile’ e l’altra in nome del ‘mercato’) per riassegnare le risorse dello Stato.”

Dice James Petras, evidenziando la tendenza di queste ONG a smobilitare e frammentare i movimenti sociali. Queste organizzazioni, afferma il sociologo, profondamente dipendenti da donazioni esterne, spesso servono interessi stranieri e promuovono una visione anti-statale che indebolisce il ruolo dello Stato, per estensione della sfera pubblica in generale.

Sotto questa premessa, fanno pressione affinché le risorse pubbliche vengano deviate verso aree in cui lo Stato perde influenza, promuovendo la privatizzazione del settore pubblico e allineando le politiche nazionali con interessi stranieri.

La questione è nella necessità che lo Stato, unico spazio con legittimità per esercitare sovranità, regoli come fa con altre istituzioni, il finanziamento, le competenze e il comportamento di questo tipo di organizzazione.

In Venezuela, almeno negli ultimi 25 anni, abbiamo assistito a innumerevoli momenti in cui queste organizzazioni, che si definiscono democratiche, sono servite da punta di lancia per promuovere agende violente e incostituzionali nel paese.

Recentemente, alcune ONG sono state coinvolte nella violenza post-elettorale osservata dopo le elezioni del 28 luglio e dietro questa azione c’è la mano straniera che promuove e finanzia tale comportamento. In questo contesto, la regolamentazione del finanziamento di tali organizzazioni si converte in una questione di priorità nazionale. Proprio come negli USA, nell’UE e in Germania.


Una visión comparada de la regulación de las ONGs

La viga y el ojo: ¿es la ley de ONG venezolana dictatorial?

 

 

La Ley de Fiscalización, Regularización, Actuación y Financiamiento de las Organizaciones No Gubernamentales y Organizaciones Sociales Sin Fines de Lucro fue aprobada por la Asamblea Nacional. Esa pieza legislativa regulará el funcionamiento de las organizaciones no gubernamentales (ONG), lo que ha generado debates y controversias en la sociedad venezolana.

Para tener alguna aproximación de la dimensión del financiamiento que reciben algunas ONGs nada más en un rubro específico, como el de la “ayuda humanitaria”, Statista ofrece algunos datos.

Según este portal, los tres mayores donantes en esta área a nivel mundial en 2023 (en millones de dólares) fueron Estados Unidos con 9 mil 489 millones de dólares, seguido de la Comisión Europea con 2 mil 114 millones y en tercer lugar Alemania, con 2 mil 008 millones. Este sería el top 10 de los países con mayores desembolsos:

De acuerdo a lo que expone la gráfica, el flujo de financiación proviene de forma exclusiva del Norte Global, lo que de hecho condiciona la agenda de las ONGs receptoras, quienes inevitablemente deberán alinearse con los intereses geopolíticos y geoeconómicos de los donadores.

Estados Unidos, que de lejos es el primer financista, otorgó una suma mayor en donaciones que lo que representaría el PIB anual combinado de Belice y Surinam durante 2023. A pesar de tener un número importante de receptores, los ONGs radicadas en Ucrania, Israel y Egipto encabezan la lista.

Para evaluar el alcance de las regulaciones adoptadas por el legislativo venezolano en esta materia, comparemos esta legislación con las normas vigentes en los tres primeros países que dicen defender la libertad de asociación fuera de sus fronteras, pero que la restringen rigurosamente en su propio territorio.

Estados Unidos

La Ley de Registro de Agentes Extranjeros (FARA) de Estados Unidos, aprobada en 1938 como respuesta a la infiltración de espionaje y propaganda nazi a través de organizaciones y medios de comunicación, marcó un hito al convertirse en la primera normativa a nivel mundial destinada a regular las actividades de lo que luego se convertirían en las ONGs de hoy en día.

La ley FARA no solo regula a quienes representan a gobiernos extranjeros, sino a cualquier individuo o entidad que actúe en nombre de intereses foráneos, incluyendo organizaciones sin fines de lucro. Esta ley abarca cualquier intento de influir en la opinión pública estadounidense sobre temas nacionales o internacionales.

Es importante subrayar que la Ley FARA no opera de manera independiente. Al contrario, se complementa y refuerza con la Ley Federal de Campañas Electorales. Juntas establecen un marco regulatorio minucioso que prohíbe, por lo menos formalmente, cualquier tipo de financiamiento extranjero a partidos políticos estadounidenses.

Con una narrativa que plantea la defensa de los Estados Unidos ante la influencia ejercida por otros países en su dinámica política, a través, por ejemplo, de la desinformación y el intento de influir en las elecciones, la aplicación de la ley FARA se ha convertido en un arma para estigmatizar y criminalizar posturas que disputan el relato oficial. 

Así, luego de las elecciones presidenciales de 2016, y tras los escándalos sobre supuesta “manipulación rusa”, la FARA criminalizó las actividades que individualidades y organizaciones asociadas a países “hostiles” para Estados Unidos desarrollaban dentro de sus fronteras nacionales.

Con particular acento en las operaciones de Russia Today y ampliándose la judicialización de María Butina, a la que se le sentenció por delitos de espionaje, por establecer dos ejemplos notorios.   

Comisión Europea

El pasado 12 de octubre de 2023, la Comisión Europea adoptó un paquete de medidas “en defensa de la democracia” de cara a las elecciones europeas que se realizarían en 2024.

La apuesta principal fue una propuesta legislativa que buscaba mejorar la transparencia y la rendición de cuentas de las llamadas “actividades de representación de intereses en nombre de terceros países”, que tienen como objetivo influir en las políticas públicas, la toma de decisiones y los mecanismos para el ejercicio de los derechos civiles y políticos de la ciudadanía.

Se garantiza el acceso público a los balances financieros de las organizaciones, detallando los fondos recibidos de terceros países, la identidad de estos financistas y los objetivos específicos de cada proyecto.

Según la ONG Foro Cívico Europeo, esta directiva afectaría las operaciones de muchas organizaciones en diversos países europeos: “Eso significa, por ejemplo, que el financiamiento de la USAID, que es un salvavidas para los grupos cívicos que protegen el Estado de derecho y la democracia en Europa del Este, estará cubierta por esta directiva”.

Otras de las directivas tomadas por la Comisión Europea que limitan o regulan la actuación de las ONGs en el espacio del viejo continente se enfoca en el blanqueo de capitales por la cual se regularía el acceso a recursos financieros a estas organizaciones.

La Directiva la Unión Europea, y en específico la Comisión, sigue los pasos de la Ley FARA estadounidense al imponer restricciones cada vez más severas a ciertas organizaciones de la sociedad civil, exigiendo una transparencia selectiva que limita su capacidad de operar y silencia sus exigencias.

Al igual que la FARA, esta directiva criminaliza aquellos que se salen del redil narrativo del “orden basado en reglas” y en última instancia los intereses del poder establecido, insertándose en una tendencia más amplia que busca restringir las libertades civiles y políticas en Europa a conveniencia, como recientemente ocurrió con la detención del CEO de Telegram, Pavel Durov, en Francia.

Alemania

El caso alemán es particular porque no cuenta con una legislación que aborde directamente el tema de las ONGs, su regulación y por ende el control que el Estado federal ejerce sobre ellas, que se da, en su lugar, a través de distintas normas como la Ley de Sociedades, la Ley de Fundaciones o la Ley de Registro de Cabilderos.

Incluso a nivel constitucional, el artículo 9, numeral 2 de su carta magna establece de forma explícita que “se prohíben las asociaciones cuyos fines o actividades sean contrarios a la ley penal o que se dirijan contra el orden constitucional o contra la idea de entendimiento internacional”.

La Ley de Registro de Cabilderos, por ejemplo, garantiza la transparencia al exigir el registro y la publicación de las fuentes de financiamiento. Es decir, se debe revelar la identidad de los donantes si las aportaciones recibidas superan los 10 mil euros y siempre que las contribuciones representen al menos el 10% de las donaciones anuales totales de la organización.

Lo establecido en esta ley va en concordancia con las iniciativas que a nivel de la Unión Europea (UE) se viene realizando con la llamada Ley de Agentes Extranjeros que mencionamos en el apartado anterior y que prevé establecer requisitos armonizados en el mercado interior para la transparencia de la representación de intereses realizada en nombre de terceros países.

Crece la necesidad de que los estados regulen las ONGs

Recientemente, trascendió en México una denuncia realizada por el presidente López Obrador donde se vincula a una ONG llamada Mexicanos Contra la Corrupción y la Impunidad AC (MCCI) de haber recibido donativos por el orden de los 96 millones 740 mil 613 pesos −desde el 29 de agosto de 2018 al 23 de enero de 2024− del gobierno de los Estados Unidos.

El titular de la Unidad de Inteligencia Financiera, Pablo Gómez, responsable de la investigación realizada, señaló que las ONGs como MCCI se benefician de donaciones deducibles de impuesto, pero no hacen pública ninguna información sobre el destino de estos fondos, pese a que muchas de ellas se dedican a la actividad política.

Gómez destacó que los mexicanos “estamos obligados a pedir permiso al Congreso para prestar servicios a gobiernos extranjeros. ¿Recibir donaciones es o no equivalente a prestar cierta clase de servicios o estar bajo la supervisión de gobiernos extranjeros? Una pregunta que hay que responder”.

MCCI, desde 2018, ha hecho su propósito principal atacar al gobierno de la Cuarta Transformación y toda su actuación ha estado dirigida en esa dirección, incluyendo su financiamiento. Esta ha sido la razón por la cual el presidente López Obrador envió una carta al presidente Joe Biden exponiéndole el caso, y pidiéndole que cese la injerencia a través de este tipo de acción.

En este contexto, el presidente mexicano ha señalado que antes de que finalice su mandato enviará una iniciativa de ley para regular y limitar el financiamiento de las organizaciones de la sociedad civil, y evitar lo que consideró “abusos” a través de los donativos que les hacen y la deducción de impuestos.

Un problema para la estabilidad democrática

La opacidad con la que operan las ONGs, que incluye desde lista de donantes/financistas hasta proyectos de trabajo, no es una cuestión que preocupe a pocos Estados y gobiernos en el mundo.

Su regulación se convierte en un asunto de soberanía nacional cuando empiezan a responder a los intereses y agendas del Estado o ente donante que, como vimos en el gráfico inicial, son geopolíticamente dependientes del Norte Global y de sus objetivos que confluyen casi siempre en torno a los de Estados Unidos.

El ahora aprobado proyecto de ley del parlamento de Georgia, destinado a frenar la injerencia occidental y transparentar la financiación de las ONGs ha desencadenado furiosas protestas antigubernamentales alentadas explícitamente por Washington y Berlín. A través de estas organizaciones se ha promovido la integración de Georgia en la Unión Europea, la OTAN y otras estructuras “euroatlánticas” en desmedro de sus condiciones históricas y geográficas.

“La retórica de las ONGs es una estratagema para atacar programas públicos integrales e instituciones estatales que prestan servicios sociales. Las ONG se ponen de lado de la ‘retórica antiestatista’ de las grandes empresas (una en nombre de la “sociedad civil” y la otra en nombre del “mercado”) para reasignar los recursos del Estado”.

Dice James Petras, destacando la tendencia de esas ONGs a desmovilizar y fragmentar los movimientos sociales. Estas organizaciones, afirma el sociólogo, profundamente dependientes de donaciones externas, suelen servir a intereses ajenos y promueven una visión antiestatista que debilita el papel del Estado, por extensión de la esfera pública en general.

Bajo esta premisa, presionan para que los recursos públicos se desvíen hacia áreas donde el Estado pierde influencia, promoviendo la privatización del sector público y alineando las políticas nacionales con intereses extranjeros.

La cuestión está en la necesidad de que el Estado, único espacio con legitimidad para ejercer soberanía, regule como lo hace con otras instituciones, el financiamiento, las competencias y comportamiento de este tipo de organización.

En Venezuela, por lo menos en los últimos 25 años, hemos asistido a infinidad de momentos donde estas organizaciones, que se asumen democráticas, han servido de punta de lanza para promover agendas violentas e inconstitucionales en el país.

Recientemente, algunas ONGs estuvieron vinculadas con la violencia postelectoral observada tras los comicios del 28J y detrás de esta acción se encuentra la mano extranjera que promueve y financia tal comportamiento. En este contexto, la regulación del financiamiento de dichas organizaciones se convierte en un asunto de prioridad nacional. Igual que en Estados Unidos, la UE y Alemania.

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